28 luglio 2017

27 giugno 2017

L'ultimo principe

E' morto il giurista Stefano Rodotà, una vita nelle battaglie per i diritti



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1 giugno 2017

8 marzo 2017

La metà giusta del cielo




Zorro, Tarzan, Mandrake? Ma a cosa vi sarebbero serviti?

24 gennaio 2017

Il cuore sotto la neve

Ufficio, un lunedì mattina di Gennaio

"BBONGIORNO COLLEGHI! COM'E' ANNATO ER WEEKEND? TUTTO A POSTO, EH, TUTTO A POSTO?", proruppe con il solito sorriso a 32 denti il Ripetente, il collega sempre abbronzato della seconda fila di scrivanie, terza postazione sulla destra, spalancando la porta a vetri d'accesso al grande open space pavimentato di linoleum grigio, diviso in cubicoli, per la maggior parte già occupati dal resto degli impiegati.
"Buongiorno a Ripetè, hai visto che traffico sul raccordo oggi?", gli rispose l'impiegato del primo cubicolo a sinistra, di cui nessuno si ricordava mai il nome, interrompendo la consultazione dei post che continuavano ad arrivargli a raffica sulla sua pagina Facebook.
"Mortacci loro, mortacci!", ribatté il Ripetente, "Se so' svegliati tutti insieme, se so' svegliati! Pe' fortuna che oggi è 'na bella giornata e so' uscito co' lo scuterone, pe' fortuna. Capirai, a 130 all'ora sulla corsia d'emergenza, le machine in fila sembraveno 'na fotografia, sembraveno".  Il Ripetente raggiunse in scioltezza la sua postazione vicino alla finestra, tirò fuori il suo portatile dalla borsa e lo collego' in rete, navigando senza indugio verso la prima pagina della Gazzetta dello Sport.
"Ao', ma avete visto ieri che robba? 'Na traggedia, ao', 'na traggedia!" esclamò con la sua voce a 90 decibel.
"Di chi stai parlando, di quelli dell'albergo terremotato?", si inserì la Bellona della quarta fila con la sua vocetta stridula.
"Ammazza che sfiga, quei poveracci.", aggiunse il Riportista, così chiamato per l'ostinazione con cui cercava di coprire la calvizie con un frangia di capelli alla Bobby Charlton, "Prima er teremoto e poi la valanga. Glie manca solo l'invasione delle cavallette e l'epidemia de peste!", aggiunse accennando un sorrisetto di compiacimento per la sua sagace battuta.
Gli interventi si interruppero per qualche secondo, per dare tempo ai colleghi di condividersi l'un l'altro i post di Facebook che avevano ricevuto durante il weekend.
"Poracci, gli ha detto proprio male, gli ha detto...", continuò il Ripetente senza alzare lo sguardo dalla Gazzetta,"... ma comunque io stavo a parlà della sconfitta de ieri della Lazio contro la Juve, stavo a parlà!".
"Grande partita e grande Higuain!" aggiunse lo juventino di turno, "Appena ha toccato la palla ha fatto gol".
"Ma quale grande!", si sporse rosso in viso il Napoletano dal cubicolo adiacente alla Bellona, "Chill'è nu strunz figlio 'e ntrocchia, stu sfaccimme traditore, peggio di Giuda! S'è venduto ai piemontesi pe' quattro soldi!" E così la discussione iniziò a dilagare con fervore crescente, come sempre, sui temi che più stavano a cuore all'open space: il calcio e le rivalità sportive fra milanisti e juventini, laziali contro romanisti, napoletani contro tutti, interminabili contese dialettiche sul fallo in area non visto, la moviola incerta, la cornutaggine dell'arbitro venduto, l'allenatore incapace, l'odiata tessera del tifoso, la campagna acquisti fallimentare, il prezzo dei biglietti, il presidente truffatore.

Romolo era seduto in disparte, silenzioso, in fondo all'open space, in un angolo senza finestre, poco praticato dagli altri, con lo sguardo perso su quell'immagine in prima pagina, le sue radici su quelle montagne, e il suo cuore sotto la neve.


27 dicembre 2016

3 dicembre 2016

La nuova Resistenza




Io voto no, perché voglio difendere questa Costituzione. Voglio difendere questa Costituzione, perché è nata da chi ha visto in faccia lo spettro della guerra e della dittatura fascista, con lo scopo primario di evitare che quegli orrori si ripetessero.

Io voto no, perché voglio difendere l'Articolo 1, perché credo veramente che l'Italia debba essere fondata sul lavoro, e non sul precariato, il lavoro interinale, i CO.CO.CO, i CO.CO.PRO, i voucher, il job act, che hanno distrutto lo Statuto dei Lavoratori.

Io voto no, perché credo veramente che la sovranità debba appartenere al popolo, che la esercita con il voto diretto. Si,lo so che è un po' di tempo che questa è solo un'illusione, ma voglio almeno che rimanga scritto chiaramente in tutta la mia Costituzione. Voglio che rimanga scritto chiaramente, affinché non abbiano nessun alibi per le porcate che hanno fatto e che faranno.

Io voto no, perché questa Costituzione è un meccanismo magnifico, è resiliente, è resistente, è trasparente. E' un orologio che non ha bisogno di essere caricato e che segna sempre l'ora giusta, sincronizzato sul fuso della Verità. Non voglio un tarocco, con le lancette regolabili secondo i capricci dell'usurpatore di turno.

Io voto no, perché la mia Costituzione non ha colpa per la crisi, per gli effetti della globalizzazione, per la corruzione, per i truffatori, gli approfittatori, gli evasori, gli imbonitori, i politici incapaci, i venduti, i viscidi, gli approfittatori, i concussori, gli sciacalli, gli ipocriti, le multinazionali ingorde. Non è lei la causa di tutto questo, ma l'ignavia di una politica imbelle.

Io voto no, perché Calamandrei diceva che la Costituzione non è una cosa morta, ma un testamento, il testamento di 100.000 partigiani morti per cercare di risollevare la dignità della nostra Patria.E' una eredità, un valore che non deve necessariamente rimanere intoccato, ma non deve nemmeno essere lordato e dilapidato da chi non ci rappresenta e non ha ricevuto nessun mandato per modificarla.

Io voto no, perche questa Costituzione, nata come reazione a venti anni di fascismo, ci ha protetto da venti anni di berlusconismo e, adesso che tocca a me difenderla dalle vendette di quegli individui, non posso tirarmi indietro.

Io voto no, perché voglio difendere questa Costituzione.